Pagina aggiornata il 1 gennaio 2026
Il bendaggio gastrico fu introdotto negli anni ‘70-‘80 con lo sviluppo di protesi regolabili da applicare
nella parte più alta dello stomaco. La sua grande diffusione si ebbe a partire dal 1992 quando fu il primo
intervento per l’obesità ad essere realizzato per via laparoscopica. Il successo della procedura e la sua
enorme crescita negli anni successivi è stato legato alla semplicità della tecnica, l’assenza di modifiche
sostanziali all’apparato digerente e la reversibilità.
Negli ultimi anni il suo utilizzo è andato riducendosi a favore di altre tecniche pur rimanendo un intervento
valido e diffuso.
L’intervento viene condotto in videolaparoscopia in anestesia generale. Il bendaggio gastrico è caratterizzato
dal posizionamento di un anello di silicone attorno alla parte superiore stomaco, in prossimità dell'esofago.
Alla chiusura dell'anello, lo stomaco assume la forma di una clessidra asimmetrica, con una piccola tasca
gastrica superiore (calibrata a circa 20 ml., l'equivalente di una tazzina da caffè) ed il rimanente corpo
gastrico collocato al di sotto del bendaggio.
Vengono utilizzati diversi dispositivi in silicone presenti sul mercato che hanno comunque le caratteristiche
di essere biocompatibili e con una camera d’aria regolabile tramite un catetere connesso a un serbatoio
nascosto sotto la pelle.
Il bendaggio gastrico è un intervento restrittivo per la terapia chirurgica dell'obesità. Il funzionamento
della procedura è intuitivo: basta ingerire una piccola quantità di cibo, per riempire completamente la tasca
gastrica al di sopra del bendaggio e avvertire un precoce senso di sazietà. E’ efficace con cibi solidi in
quanto una dieta liquida non risente del senso di restrizione.
L’anello è collegato tramite un tubicino ad un serbatoio (port) sottocutaneo inserito nella parete addominale
attraverso il quale il bendaggio può essere gonfiato e sgonfiato. Gonfiando il bendaggio si riduce il diametro
interno e si allunga il tempo di svuotamento della tasca gastrica (camera superiore), allungando nel tempo la
sensazione di sazietà.
Dai dati presenti in letteratura, i risultati migliori per questa procedura si ottengono in pazienti con queste caratteristiche:
Grazie ai protocolli ERABS (Enhanced Recovery After Bariatric Surgery) il paziente si rialimenta e deambula
dopo poche ore dall’intervento. La dimissione avviene generalmente il giorno dopo o dopo 2 giorni
dall’intervento.
Nei primi giorni è indicata una dieta semisolida necessaria al paziente per abituarsi alla nuova condizione
anatomica.
Le supplementazioni vitaminiche sono suggerite nella prima fase di calo ponderale e generalmente non è
necessaria l’assunzione giornaliera di multivitaminici a lungo termine.
Il bendaggio gastrico produce una perdita di peso di circa il 50 % di EWL nei primi 2-3 anni; circa 47 %
mantenuta anche a 10-15 anni in coorti ben seguite. I risultati soprattutto a lungo termine, possono essere
molto variabili in rapporto alla corretta selezione del paziente e alla disponibilità dei pazienti a seguire
un programma di follow-up multidisciplinare con chirurgo, nutrizionista, psicologo.
La risoluzione o miglioramento di comorbidità principali (diabete, ipertensione, dislipidemia) sono
strettamente collegate al calo ponderale, non avendo questo intervento rispetto ad altri (per esempio
bypass) un effetto intrinseco ormonale.
Rispetto a sleeve o bypass, il bendaggio ha meno efficacia a lungo termine e il tasso di
rimozione/re-intervento è del 30-50%.
Come per ogni intervento chirurgico, anche il bendaggio gastrico comporta rischi generali (emorragie,
infezioni, perforazioni di visceri, tromboembolie, lesioni di organi vicini, complicanze anestesiologiche)
e rischi specifici legati alla tecnica.
Rispetto alle altre metodiche ha un più elevato tasso di reinterventi.
Per ottimizzare i risultati e ridurre le complicanze è necessario sottoporsi a regolarti controlli clinici e radiologici e chi si sottopone al posizionamento di bendaggio gastrico deve essere fortemente motivato a rispettare i consigli alimentari.
Dopo il bendaggio gastrico potrò mangiare tutto e come prima?
Dopo tutti gli interventi bariatrici vi è un cambiamento delle abitudini alimentari: sarà necessario
dedicare piu tempo ai pasti, cercando di masticare bene il bolo alimentare, di aspettare fra una
deglutizione e l’altra e di evitare di introdurre liquidi durante il pasto. In ogni caso vi sarà una
riduzione della quantità di cibo introdotta. In ogni caso il counseling dietologico sarà fondamentale
in queste fasi.
Il bendaggio gastrico quanto può rimanere? Deve essere rimosso?
No, il bendaggio gastrico viene eseguito come procedura definitiva per cui teoricamente può rimanere in
sede per tutta la vita. In alcuni casi deve essere rimosso qualora si verifichino delle complicanze o
per scelta del paziente.
Per stringere o allargare il bendaggio devo essere ricoverato?
No, la calibrazione del bendaggio è una semplice procedura che si effettua ambulatoriamente durante le
visite.
Il bendaggio gastrico è efficace se mangio dolci?
No. Il bendaggio gastrico (come tutti gli interventi chirurgici bariatrici) non ha alcuna efficacia con
l’assunzione di grandi quantità di cibi dolci e di bevande zuccherate.
Il vomito frequente è normale dopo questo intervento?
No, si possono verificare episodi di vomito legati ad una alimentazione troppo veloce o all’ingestione di
alimenti “fastidiosi” o ad altre dinamiche alimentari errate. Qualora il vomito sia protratto e/o continuo
è necessario rivolgersi al proprio centro quanto prima per evitare complicanze che necessitino di
rimozione urgente del bendaggio.
Il bendaggio gastrico è un intervento reversibile?
Si, il bendaggio può essere rimosso chirurgicamente in qualsiasi momento. Nei casi in cui il bendaggio è
rimasto per molti anni in sede, aderenze e cicatrici possono comportare alterazioni gastriche permanenti,
come sintomi da rallentato svuotamento gastrico o reflusso da alterata motilità esofagea.