Contenuto informativo tratto dalla scheda SICOB 2026. La valutazione e l’indicazione devono essere personalizzate dall’équipe curante.
A chi è rivolta
Questa area riguarda persone che, dopo chirurgia o endoscopia bariatrica e metabolica, presentano segni o sintomi che richiedono una valutazione specialistica: dolore, tachicardia, nausea o vomito persistenti, difficoltà a deglutire, febbre, sanguinamento o difficoltà respiratorie.
Come si svolge
L’endoscopia può contribuire alla diagnosi di fistole o leak, raccolte e ascessi, stenosi, emorragie e migrazione di dispositivi. Quando indicato, il trattamento può comprendere dilatazioni, stent o clip, suture, iniezione di sostanze, drenaggi interni, tecniche combinate endoscopico-radiologiche, sistemi aspirativi a pressione negativa e presidi per l’alimentazione enterale.
Obiettivo e risultati attesi
L’obiettivo è diagnosticare e trattare in modo mini-invasivo le complicanze, favorire la guarigione e, quando possibile, ridurre la necessità di un nuovo intervento chirurgico. Tempi e numero delle procedure non sono definibili in anticipo e dipendono dalla situazione clinica.
Dopo la procedura
Il percorso può richiedere più procedure endoscopiche e l’integrazione con chirurgia o radiologia interventistica. Il ripristino precoce dell’alimentazione enterale, secondo indicazione clinica, è considerato parte importante del percorso di guarigione.
Alternative
La strategia viene decisa dall’équipe sulla base del quadro clinico. Se il trattamento endoscopico non è sufficiente possono essere necessari radiologia interventistica, chirurgia o un approccio combinato.
Rischi descritti nella scheda
- I rischi variano secondo la tecnica e possono includere dolore, nausea, vomito e rigurgito.
- Tra gli eventi maggiori sono descritti lacerazione o perforazione viscerale, sanguinamento, ulcerazione, migrazione o decubito di protesi e coinvolgimento di strutture vicine.
- Può rendersi necessario un ulteriore trattamento endoscopico, radiologico o chirurgico.
Importante. Questa pagina aiuta a comprendere la procedura ma non sostituisce il colloquio clinico né il consenso informato raccolto dal medico.